Orta di Atella: un Comune sospeso tra devastazione ambientale e rinascita "green"


Orta di Atella è un Comune di 27mila abitanti in poco meno di 11 km quadrati, posto nell’agro aversano al confine tra le province di Napoli e Caserta, che negli ultimi trenta-quaranta anni ha visto un inarrestabile degrado ambientale, fatto di crescita edilizia spropositata e disordinata e di sversamenti illeciti di rifiuti.

La vittoria della coalizione civica, a forte connotazione ambientalista, guidata dall’avvocato Vincenzo Gaudino alle elezioni amministrative dello scorso autunno ha acceso la speranza di vedere finalmente una stagione di cambiamento. Tra le liste che ne fanno parte spicca quella di Orta Visibile, guidata tra gli altri da Vincenzo Tosti, storico combattente ambientalista ed espressione di quella rete di associazioni e comitati che da anni lotta per il riscatto della Terra dei Fuochi, attualmente vicesindaco. Gli abbiamo rivolto alcune domande per il nostro blog.

Quali sono gli obiettivi principali della nuova Amministrazione, soprattutto sul versante ambientale e della gestione del territorio?

“Noi ereditiamo un paese che negli ultimi venti anni è stato l’emblema di una disastrosa gestione politica, totalmente asservita ad interessi privati, per il tantissimo cemento che ne ha cambiato il volto, con un Comune sciolto due volte - di cui la seconda per infiltrazioni camorristiche - ed una comunità da ricostruire. La popolazione è passata da 12-13mila a quasi 30mila abitanti, attratti dal costo basso delle case, dalla volontà di sfuggire al traffico dei Comuni limitrofi e dalla prossimità all’area metropolitana di Napoli, collegata con arterie stradali. A questa crescita smisurata delle abitazioni non ha corrisposto un aumento di servizi e questo ne ha fatto una città dormitorio, con migliaia di persone che escono la mattina, lavorano e portano i figli a scuola fuori e rientrano la sera, senza vivere il paese. Una città senza più identità, che però esisteva prima degli antichi Romani e che oggi è al centro della Terra dei Fuochi, dove il 37% delle persone che si ammalano di tumori e leucemie vive circondata da discariche abusive nel raggio di 150 metri. Quindi abbiamo un compito arduo perché ci siamo imposti di far partire una vera e propria rivoluzione.”

Al momento il sindaco è dimissionario per contrasti nella maggioranza. La svolta “green” di Orta è stata solo un sogno svanito presto o c’è ancora possibilità di riprendere il percorso di Gaudino e della sua coalizione?

“Sono i sognatori che a volte cambiano il mondo e sappiamo che i sogni possono realizzarsi se c’è la determinazione di farlo. Questa è un’Amministrazione di sognatori.”

Vuoi lasciare un messaggio o un appello ai cittadini e/o agli alleati e anche ai movimenti che in contesti vicini stanno cercando di intraprendere lo stesso percorso?

“In questa Amministrazione ci sono gli attivisti che in questi anni hanno lottato contro la devastazione ambientale, quindi l’appello è quello di restare insieme perché, una volta al governo della città, non dobbiamo rinunciare alle nostre istanze. Negli uffici comunali spesso i dirigenti, la burocrazia ci dicono «Questo non si può fare»; noi replichiamo che invece tutto si può fare, se c’è la volontà. Il cambiamento si realizza solo se si costruisce una comunità consapevole con obiettivi condivisi. La bellezza in questo paese non è mai andata via ma è stata solo sommersa da tutto il brutto, noi lavoriamo per tirarla fuori e restituirla insieme alla dignità di questo territorio”