16.12.20

Green Italia: La pista ciclabile Vesuviana non deve essere una scusa per smantellare la rete ferroviaria, vitale per il Porto di Torre Annunziata e per il trasporto pubblico locale

di Carmine Maturo - coportavoce Nazionale di Green Italia

La realizzazione di una pista ciclabile non puo’ essere la foglia di fico per smantellare il trasporto ferroviario.

L’area metropolitana di Napoli è tra quelle storicamente più infrastrutturata dal punto di vista ferroviario ma ciò non significa che questo automaticamente risponda adeguatamente alle esigenze di mobilità dei cittadini.
Oggi, infatti, l’inadeguatezza dei servizi offerti dagli Enti Gestori comporta un progressivo allontanamento dei cittadini. In questo quadro la soluzione non è quella di ridurre il trasporto su ferro ma di migliorarlo fornendo servizi adeguati, soprattutto per le caratteristiche ecocostenibili del sistema ferroviario e di quello tramviario, poco inquinante.

In parallelo l’incremento della mobilità ciclistica è un obiettivo primario per offrire ai cittadini valide soluzioni di trasporto, soprattutto nel raggio degli spostamenti entro 6 km, rappresentando la bici la migliore soluzione in termini economici e di sostenibilità ambientale.

Una visione strategica di pianificazione dei trasporti, quindi, dovrebbe ipotizzare soluzioni integrate che ottimizzino il trasporto ferroviario e tramviario con la previsione di una vasta rete ciclabile in ambito urbano e di adduzione alle stazioni ferroviarie per favorire l’intermodalità tra i due sistemi.

In questi anni la Regione Campania non si è distinta per portare avanti ragionamenti di mobilità sostenibile in linea con questi principi, non dotandosi, unica Regione in Italia, dell’obbligatorio Piano Regionale della Mobilità Ciclistica.

Ma, al di fuori di qualsiasi strumento di pianificazione e, anzi, in contrasto con il Piano Strategico della Città Metropolitana di Napoli e il Piano del Parco Nazionale del Vesuvio, ha deciso di “smantellare” la linea ferroviaria Torre Annunziata – Cancello per realizzare una pista ciclabile per 9 milioni di euro su pochi km, con costi medi superiori di dieci volte quelli ordinari per costruire normalmente una pista ciclabili ma  “utili e necessari” per smantellare il tratto ferroviario.

In tal modo si marginalizza il porto di Torre Annunziata rispetto a quelli di Salerno e di Napoli, privandolo di collegamenti ferroviari diretti con gli interporti di Nola e Marcianise.

Inoltre la distruzione del tracciato ferroviario priva i comuni dell’area vesuviana di utilizzare un potenziale sistema misto ferrotramviario a servizio di un agglomerato ci circa 200.000 abitanti.

In questo quadro Green Italia Campania chiede con forza al Presidente De Luca di tornare sui suoi passi con una scelta antistorica e di rivedere il progetto prevedendo il funzionamento della ferrovia e la realizzazione di un asse ciclabile parallelo.

29.11.20

NON SEMPRE "PERSEVERANDO VINCITUR"

Angela Ansalone - pediatra - Green Italia Campania


Il proclama da parte del nostro governatore sulla prossima realizzazione di un ospedale unico in penisola sorrentina che serva anche la costa d'Amalfi per un costo di 65 milioni induce alcune riflessioni.

Attualmente la costa d'Amalfi non ha un suo ospedale. Considero questa carenza gravissima data la vocazione turistica e la tortuosa viabilità. Sarebbe auspicabile un ospedale al centro della costa raggiungibile dal lato est e da quello ovest.

La penisola sorrentina ha attualmente in dotazione un ospedale a Sorrento e uno a vico Equense. Ne aveva anche uno a Sant'Agnello, riconvertito in poliambulatorio e uffici sanitari amministrativi.

L'ospedale unico previsto  in questa ultima sede, S.Agnello, dovrebbe servire quindi l'utenza delle due coste amalfitana e sorrentina ed il carico di turisti che vengono ospitati. Dovrebbe essere proporzionato come ampiezza a questo numero ingente di utenza, con l'aggravante che è situato in un centro abitato notoriamente congestionato dal traffico e a viabilità impervia per ristrettezza e tortuosità delle strade.

A fronte di queste realtà sarebbe quindi auspicabile la ristrutturazione, l'efficientamento energetico, la modernizzazione delle strutture esistenti che sembrano ben distribuite sul territorio in senso logistico.

Se si vuole, come viene detto, mettere al centro la domanda di cura bisognerebbe procedere  con senso della realtà guidati da un esperto di management sanitario, da esperti di architettura sanitaria e paesaggistica perché l'eventuale e molto probabile ulteriore consumo di suolo con distruzione del verde e dei pochi aranceti rimasti la penisola non se lo può permettere. E noi lotteremo perché non avvenga.

Ancora una volta poi si scotomizza il problema non risolto della medicina territoriale, che in questa pandemia ha dimostrato e continua a dimostrare le sue carenze.

I medici di base andrebbero valorizzati nella loro professionalità e nelle dotazioni assegnando loro ambulatori degni di tal nome per fare da filtro agli ospedali e rispondere a cure domiciliari.

Quindi non perseveriamo con progetti che sembrano avulsi dalle reali esigenze di un territorio che non tengono in conto i percorsi e la logistica, che sembrano rispondere solo ad una visibilità egoica con la continua conseguenza di sperpero di danaro pubblico.

15.11.20

Bambini e pubblicità: qui ci vuole un garante!

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Angela Ansalone - pediatra - Green Italia Campania

Credo che fra le infinite petizioni lanciate, ne mancano ancora molte per tanti problemi ancora da risolvere, ma una diventa sempre più pressante per la mia mission pediatrica.

Dilaga la presenza o meglio l'utilizzo dei bambini nelle pubblicità.

Alcune, grazie a loro, sono molto belle e molto convincenti, ahimè!!!

Ma non basta aver abusato del corpo femminile in tutte le sue espressioni.... degli immigrati come braccia e muscoli dimenticando che sono persone.... non basta l'abuso e la depredazione continua della natura dimenticando che siamo interconnessi nel comune ciclo della vita e della morte.... Ora e di nuovo e di più anche i bambini???  Non basta lo schiavismo dei bambini soldato, dei bambini cercatori di metalli negli stati africani, dei bambini costretti a fuggire dalle guerre, dei bambini venduti nel commercio di organi, della prostituzione minorile.... ???  No, no, basta!!!

Ora anche i bambini più subdolamente usati nel propagandare prodotti la cui genuinità è proprio la spontanea innocenza a dover garantire!!! Quali messaggi di autenticità e quale continua negazione di un'infanzia che a gran voce chiede di essere vissuta come tale, con i suoi tempi, le sue modalità, la sua genuinità costantemente attentati???

Esiste un garante di tutto ciò? E se esiste che faccia il suo lavoro innanzitutto e che poi lo faccia bene!!!

12.11.20

La medicina territoriale che vorremmo


Angela Ansalone - pediatra - Green Italia Campania

Sconcertante la diatriba tra sindaco De Magistris e Governatore De Luca mentre la domanda di cura resta senza risposta nella sua urgenza dolorosa.

Ad Aprile proposi in un post che ebbe molti consensi di implementare la medicina territoriale. Lo rivendica e lo illustra chiaramente Milena Gabanelli nel suo ultimo dataroom.

La richiesta lasciata per lo più inevasa è quella di valorizzare la figura del medico di medicina generale liberandolo dalle catene burocratiche che ne limitano e mortificano la professionalità.

Il primo interlocutore del paziente è il suo medico curante che con le opportune dotazioni quali dispositivi di sicurezza e tampone può prestare le prime cure e dare le prime rassicurazioni tanto desiderate e attese in questo difficile periodo. Questo il primo tassello indispensabile per fare da filtro agli ospedali e per rendere degno il servizio sanitario nazionale. È sempre il medico di medicina di base che conoscendo bene il suo paziente può prevenire e curare le altre patologie e indirizzare alle cure di secondo livello.

Valorizzare questa importante figura professionale significa riconoscerla, apprezzarla e dotarla di mezzi, apparecchiature e spazi che non siano gli angusti studi condominiali dove ogni ruolo di siffatta importanza non può essere svolto in efficienza ed efficacia. I milioni spesi per le nuove strutture covid potevano comprendere questi servizi essenziali nello scenario delle cure da prestare. Se non lo si è fatto non è mai tardi per farlo ora che l'esperienza ne ha dimostrato ancor più la imprescindibile utilità.

Un servizio sanitario efficace  non può misconoscere tutte le altre patologie che nel frattempo disattese gonfiano i numeri della letalità  e accrescono il senso di insicurezza verso un governo che proprio questo senso dovrebbe  saper dirimere.

26.10.20

LA SECONDA ONDATA DEL COVID-19: CHE COSA SI PUO' FARE SUBITO, CHE COSA SI DEVE FARE PER IL FUTURO


Sergio Frattini - Green Italia Campania

Di fronte alla seconda ondata della pandemia da Covid-19 è ormai inutile recriminare su quello che si poteva fare e non è stato fatto durante i mesi estivi, quando il peggio sembrava passato e i numeri della diffusione del virus erano sensibilmente calati: dal rafforzamento dei trasporti pubblici - che restano insufficienti e mal funzionanti in molte zone del Paese, specie nel Sud Italia, causando disagi cronici, code ed assembramenti - all’assunzione di medici e infermieri per far fronte alle accresciute esigenze di personale, dalla organizzazione di una rete articolata per il monitoraggio dei contagi e l’assistenza domiciliare ai pazienti all’ampliamento delle terapie intensive. 

I decisori politici, sia a livello nazionale che regionale, si trovano ora stretti tra la necessità di adottare nuove misure restrittive che riducono fortemente le libertà individuali, gli spostamenti e i contatti sociali e le pesanti conseguenze che queste portano sul piano economico, con il fermo quasi totale di numerose attività che danno da vivere a milioni di persone. 

Le polemiche sulla guerriglia scoppiata a Napoli la sera di venerdi 23 ottobre, quando gruppi violenti riconducibili all’estremismo politico e a bande malavitose si sono infiltrati nella manifestazione di protesta di imprenditori della ristorazione, commercianti e semplici cittadini contro il cosiddetto “coprifuoco” delle 23 e l’annuncio dell’imminente lockdown da parte del presidente della Campania De Luca, lasciano il tempo che trovano. In questi giorni le dimostrazioni spontanee si susseguono anche in altre città e c'è sempre il rischio che possano degenerare in scontri. 

Certamente la comunicazione ha la sua importanza e se un rappresentante delle istituzioni si rivolge ai cittadini con toni quasi punitivi, minacciando chiusure forzate di attività economiche senza prospettare alcuna forma di aiuto economico per le fasce sociali più colpite, deve aspettarsi una esasperazione delle tensioni, specie dopo avere attuato, negli anni precedenti, un depotenziamento della sanità pubblica, giustificabile solo in parte con ragioni di bilancio. 

Ad ogni modo ciò che adesso serve è formulare delle proposte, a breve, medio e lungo termine, per fronteggiare l’emergenza  e contenerne gli effetti. 

La creazione di un fondo permanente di sostegno alle categorie sociali più esposte alle conseguenze della pandemia, che non possono contare su stipendi ed entrate garantite, allontanerebbe dalla disperazione molte persone e rafforzerebbe la coesione nazionale in un momento così difficile. Analogo discorso varrebbe per il congelamento e il condono di versamenti fiscali e contributivi. Ovviamente non si parla solo del “popolo delle piccole  partite Iva” ma, soprattutto, di tutta la “zona grigia” (molto numerosa nelle aree meno ricche del Paese) rappresentata da lavoratori precari e del sommerso, sia in proprio che alle dipendenze, dediti alle attività più svariate e privi di qualsiasi visibilità fiscale.  

Sviluppare una rete di medicina territoriale, affiancata da un efficiente sistema informativo, che parta dai medici di base fino a presidi sanitari intermedi attrezzati per le emergenze, alleggerirebbe la pressione sugli ospedali e farebbe sentire i cittadini più sicuri e meno angosciati di fronte alla prospettiva di un contagio. 

Quanto agli aspetti più strettamente sanitari, è innegabile che, se è vero che le pandemie ci sono sempre state, le scelte scellerate degli ultimi decenni ne hanno sicuramente acuito le conseguenze. E’ ormai accertata la correlazione tra inquinamento ambientale e propagazione del virus e degli altri agenti patogeni, che in molti casi sono veicolati dal particolato inquinante, maggiormente presente nella pianura padana e nelle grandi aree metropolitane a causa soprattutto del traffico motorizzato. L’evoluzione decisa verso una mobilità più leggera e sostenibile abbatterebbe enormemente questo fattore di rischio. 

Analogamente, la eccessiva densità abitativa e edilizia, oltre a peggiorare la qualità della vita urbana, costituisce un moltiplicatore dei contagi, considerando che dove si costruisce troppo si costringe la gente a vivere ammassati l’uno all’altro, in ambienti che soffrono anche per la mancanza di ossigenazione e di ventilazione e dove, spesso, non c’è più letteralmente spazio per muoversi con facilità. Leggi nazionali e regionali, severe e coraggiose, per fermare la cementificazione che continua senza sosta e limitare il consumo di suolo non sono più rinviabili, così come un massiccio piano di forestazione urbana per l’assorbimento della CO2.

Insomma, la pandemia presente, come quelle con le quali saremo costretti a convivere nei prossimi anni, sono una ragione in più per spingere i decisori e le opinioni pubbliche a svoltare in maniera irreversibile verso un Green New Deal, che non è più solo una via per migliorare la nostra vita ma, molto probabilmente, l’unica soluzione per assicurare un futuro alle giovani generazioni.

20.10.20

"Creatività al potere" e utopie da trasformare in realtà per una Napoli piú vivibile, bella, accogliente e gentile


Per Napoli è giunto il momento di costruire  tutti assieme una proposta convincente e che possa veramente migliorare la qualità della vita dei cittadini.

Crediamo che bisogna portare la "creatività al potere", utopie da trasformare in realtà, con una discussione sincera sui temi e aperta alla partecipazione delle forze, progressiste, ecologiste, delle esperienze civiche e territoriali, delle associazioni.

É importante ed utile non solo un confronto profondo attraverso il quale potrá nascere un’idea di città ma soprattutto é necessario scandire i tempi e le modalità di attuazione di una visione del futuro della cittá: Mobilità, Cura della cittá, Rifiuti, Sviluppo e turismo sostenibile, Verde urbano, Cultura, Partecipazione, dissesto idrogeologico, sicurezza, accoglienza...

Green Italia Campania è pronta a contribuire condividendo idee e proposte con le forze sane progressiste ed ecologiste della cittá per una Napoli piú vivibile, bella, accogliente e gentile.

Lo dichiarano Maria Gabriella Camera, co-portavoce Green Italia Campania e Carmine Maturo, co-portavoce nazionale Green Italia

28.9.20

Solidarietà al sindaco Enzo Falco e al giornalista Ciro Pisano

Green Italia si associa al moto di solidarietà che si e' mosso nei confronti di Enzo Falco e Ciro Pisano, minacciati di morte dalla criminalità organizzata, neanche una settimana dopo la chiusura delle urne. 
Una notizia - l'elezione di un uomo libero e competente come Enzo Falco a Sindaco di Caivano - che deve far solo gioire i cittadini di quel territorio e siamo sicuri che a breve questa cosa la capiranno in tanti. 
Alcuni nostri soci hanno percorso un poco di strada insieme a lui, un vero ecologista, verso un'idea di un territorio piu sostenibile e come Green Italia siamo fin troppo consapevoli della sua vera stoffa. La sua elezione, a differenza di quanto e' avvenuto purtroppo in comuni limitrofi, è un segnale fin troppo chiaro di dove i cittadini di Caivano vogliono andare...non si torna indietro. 
Siamo sicuri che Enzo con la sua giovialita ed il "buon gusto" per la vita dara' molto a questo territorio che ama. Chiaramente non sara' da solo in questa sua nuova avventura. 
Ancora auguri Enzo.

25.9.20

Ecoimpegni del candidato green #fase2

Nel corso della campagna elettorale la visione ecologista di Green Italia per il Futuro della Regione Campania ha registrato la condivisione di molteplici figure del panorama politico campano.

Con la sottoscrizione degli “ecoimpegni del candidato Green” i firmatari, appartenenti a diversi schieramenti, si sono impegnati ad intraprendere e a condividere una serie di azioni e pratiche fortememente caratterizzate da politiche ecologicamente sostenibili nei settori della partecipazione, dei parchi, del verde urbano, della legalità, della mobilità sostenibile e trasporti , dell'energia rinnovabile, del turismo sostenibile, dell'inquinamento, del mare, delle città e degli animali.

Green Italia prosegue il proprio percorso per contribuire alla costruzione di una regione con un forte impronta green.

Alcuni candidati sono stati eletti, altri hanno riportato un bel risultato e consenso in termini di voti.

"A tutti, chiediamo di proseguire, ognuno per la sua parte, in ogni istituzione presente o nella vita quotidiana. 

In particolare a quelli eletti e a quelli già presenti in altre amministrazioni pubbliche chiederemo un incontro a breve per individuare azioni condivise mirate a costruire concretamente una visione ecologista. In questa prospettiva,  saranno invitati a dare il loro contributo anche i firmatari che non sono stati eletti, il tutto con l'obiettivo costruire un vasto fronte ecologista."

Lo hanno dichiarato Carmine Maturo e Maria Gabriella Camera, co-portavoci Green Italia Campania



9.9.20

Sei veramente un candidato ecologista?

 



Spesso, durante le  fasi preelettorali, in particolare questa, scatta il fenomeno del Greenwashing.

Gran parte dei candidati si riempie la bocca, ma non il cervello e nemmeno di fatti, di temi ecologisti, attraverso un'operazione mediatica di greenwashing.

Ma cosa è greenwashing? E' una strategia di comunicazione di certe imprese finalizzata a costruire un'immagine di sé ingannevole sotto il profilo  della sostenibilità e il rispetto dell'ambiente

Il Greenwashing lo si usa anche in politica ed in particolar modo in questo periodo di aumentata sensibilità verso la tutela dell'ambiente.

Gli attivisti di Green Italia Campania lo sanno bene e per questo motivo hanno stilato un documento, degli ecoimpegni, un contratto tra elettori, ecologisti e candidati.

I candidati potranno sottoscrivere il documento sabato 12 settembre dalle 15,30 alle 19,00 presso palazzo Venezia in Via Benedetto Croce 19 Napoli.

Green Italia si impegna a diffondere, attraverso i propri canali, l'elenco dei candidati sottoscrittori, ma anche a controllare, nel caso venissero eletti se il patto sarà mantenuto.

Ecco gli ecompegni stilati dagli ecologisti di Green Italia


5.9.20

 


AVVISO A TUTTI I CANDIDATI DI TUTTE LE LISTE.
Sei un vero candidato ecologista? 
Sottoscrivi gli ecoimpegni di Green Italia Campania.
Sabato 12 settembre Open day dalle 15,30 alle 19,30 
Palazzo Venezia Napoli
info: greenitalia.campania@gmail.com



9.8.20

Scarichi trasparenti e altre opportunità

Olimpia De Simone - docente di Storia dell'Arte - Green Italia Campania

C’è un punto della fascia costiera dell’area metropolitana di Napoli, particolarmente emozionante, da cui si può godere contemporaneamente della vista del Vesuvio e di Monte Faito, ai piedi del quale si dipanano verso l’orizzonte, Pozzano, Punta Scutolo, Punta Campanella, Capri, e seguendo lo Skyline, Ischia, Procida, i Campi Flegrei , Napoli, la costa vesuviana... Ci troviamo tra Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, che da sempre si contendono la Petra Herculis, oggi conosciuta come “Scoglio di Rovigliano”, posta a pochi metri dall’arenile, a vivacizzare ulteriormente il paesaggio. Lo spettacolo che godono gli occhi è fortemente disturbato dal forte odore di fogna che emana il corso d’acqua che si unisce al mare! 
Storica risorsa del territorio, oggi nota come uno dei fiumi più avvelenati al mondo: il Sarno. 
I problemi che affliggono questo Fiume sono mille, annosi, intrecciati e stratificati. Toccano, in un modo o nell’altro, gli abitanti di quasi tutto il territorio regionale. Ci vorrebbero vari approfondimenti per comprenderli tutti e scoprirne le complesse responsabilità e ricadute. Cominciamo, per esempio, dal dragaggio del fiume: attività di manutenzione regolarmente espletata fino ad alcuni decenni fa, assolutamente inevasa ormai da troppo tempo, comporta l’aumento dell’inquinamento - che contamina anche il mare e la costa Vesuviana - ma, dato che in questo modo l’alveo del fiume si è ridotto enormemente, causa anche i ripetuti terribili episodi di esondazioni che, oltre i terreni e le coltivazioni di cibo destinato alle nostre tavole, invadono e contaminano le abitazioni nel raggio di alcuni chilometri. 

  

Vediamone un’altra: all’origine il Sarno e i suoi affluenti, Solofrana e Cavaiola, sono puliti e vitali. L’arcaico utilizzo del fiume come risorsa idrica da cui attingere per il fabbisogno di acqua delle popolazioni, ma anche in cui sversare per liberarsi dei residui prodotti - che nel corso dei secoli sono aumentati a dismisura con le stesse popolazioni e le loro attività sempre meno sostenibili per l’ambiente - fa sì che l’inquinamento del Sarno sia di duplice natura: da un lato conseguenza dell’anacronistica - ma ancora attuale - funzione di fogna ufficiale per una parte dei comuni che si collocano sul corso del fiume e, a catena, per tutti quelli dei Monti Lattari; dall’altra di scarico abusivo per tutti coloro che hanno rifiuti e residui di produzione - di varia natura - di cui liberarsi senza affrontare spese di depurazione, smaltimento o simili. 
Sul fronte della rete fognaria e dei relativi allacci al sistema di depurazione del territorio, il Governo della Campania ha recentemente dato un’accelerata andando verso l’alleggerimento dei liquami versati direttamente nel Sarno. Mentre per gli scarichi abusivi, sicuramente più velenosi e impattanti, si preferisce far finta che il problema non esista, demandando gli adempimenti necessari allo Stato e ai Comuni. Ma, se i comuni (circa 40 quelli afferenti al Sarno) non hanno il registro degli scarichi autorizzati nei corpi idrici, come si può procedere all’individuazione degli sversamenti abusivi, di qualsiasi natura essi siano? 
Personalmente e con La Città Armonica sono nella Rete a difesa del Sarno da 2 anni e 1/2, ma ne seguo lo sviluppo dalle primissime battute. La Rete a difesa del Sarno nasce a ottobre del 2017 dal lavoro di attivisti che riuscirono a mettere insieme singoli ed associazioni, dei vari comuni del vasto territorio afferente al Fiume, nella richiesta di impegno per il disinquinamento. In questi anni abbiamo cercato di fare un lavoro serio e approfondito di conoscenza, diffusione e proposta. Ma una delle difficoltà più importanti del nostro territorio è l’incapacità di fare corpo e sistema, disgregandosi nella rivalità campanilista. Nel corso del tempo abbiamo visto nascere e morire tante iniziative di gruppi di diversa natura intorno al Sarno, non ultimo il movimento delle scuole che, nel 2019, hanno realizzato un progetto di comunicazione con la collocazione di paline informatiche in diversi punti chiave del corso del fiume. Con La Città Armonica abbiamo deciso di aderire a tutte le iniziative riguardanti il nostro fiume e quindi, non ultima, a “Giù le mani dal Sarno”, ma ce ne occupiamo da parecchio e abbiamo organizzato convegni e conferenze con le scuole e in circoli privati per divulgare quanto più possibile le problematiche relative al corso d’acqua. Con la Rete avevamo anche avviato degli incontri con i consiglieri regionali, i quali si rivelavano completamente a digiuno in merito. Tutt’al più pensavano si trattasse di affrontare problemi di tipo idraulico e quindi si accontentavano che nel GPS, Grande Progetto Sarno, si progettasse la realizzazione di nuove vasche di laminazione e il raddoppio della foce, senza assolutamente affrontare il tema disinquinamento. Come comitati spontanei di cittadini abbiamo quindi lottato perché il Grande Progetto Sarno non diventasse una moltiplicazione della cloaca, ma si affrontasse il gravissimo inquinamento che sul corso del fiume cresce di metro in metro. 
A tutt’oggi però la programmazione regionale per il Sarno prevede addirittura una triplicazione della foce per ridurre il rischio di esondazioni, sorvolando completamente sull’opportunità di dragare e liberare vari metri cubi dell’alveo. 
Oggi la situazione degli attivisti è molto variegata e dalla Rete a difesa del Sarno sono nati alcune diramazioni: Le sentinelle, gli Amici etc. questi ultimi, di cui fanno parte i Green Italia, si sono distinti per mettere in moto un’azione di raccolta dati dalle amministrazioni comunali in nome della legge sulla trasparenza degli atti pubblici, abbinata alla legge regionale della Campania sugli scarichi nei corpi idrici che, a differenza delle altre regioni, prevede che il registro degli scarichi autorizzati sia a carico dei comuni (e non delle province/città metropolitane come nelle altre leggi regionali che partono da una normativa quadro nazionale). Questo per avere contezza di quanti siano i comuni inadempienti e quindi impossibilitati, per propria carenza, ad affrontare per risolvere il problema degli scarichi abusivi. Grazie a questa iniziativa, sappiamo che alcuni comuni del bacino idrografico del Sarno dichiarano guerra agli altri comuni accusandoli dell’inquinamento, ma di fatto essi stessi non adempiono all’obbligo del registro degli scarichi. 
L’azione continua per acquisire notizie certe da tutti i comuni del territorio e spingere le amministrazioni locali a lavorare insieme per debellare il dannoso fenomeno, seguendo l’esempio di situazioni analoghe affrontate con successo in altre zone d’Italia e d’Europa (cfr. Santa Croce sull’Arno).

29.6.20

L'Onda Verde Francese arriverà a Napoli


Una lungimirante alleanza di forze d’ispirazione democratica porta l’Ecologia al governo di grandi città della Francia.
Questa la strada per garantire un futuro agli esseri umani sul nostro Pianeta.
Anche a Napoli si lavora nella stessa direzione affinchè le istanze ecologiste europee abbiano voce in sintonia con le vere competenze ecologiste.
Questa la strada che Green Italia Campania sta battendo per il futuro di Napoli, Capitale del Mezzogiorno ecologista, e per tutti i Comuni in cui la cittadinanza è pronta per intraprendere il cambiamento necessario a guardare al futuro dell’Umanità.
Perchè siamo convinti che i cambiamenti climatici e la crisi ambientale e sociale si combattono a partire dai comuni.
Lo hannodichiarato o co.portavoce di Green Italia Campania Gabriella Camera e Carmine Maturo.

26.6.20

Domeniche "ecologiche": no, grazie

Abbiamo letto su alcuni organi di stampa la notizia di una proposta di tre domeniche cosiddette "ecologiche" al mese per il periodo estivo. Questa ipotesi ci deve far riflettere se si va verso una città e una mobilità sostenibile e veramente ecologica oppure si rimane impantanati in una visione autocentrica della città.
In una fase così critica come quella attuale - che in gran parte del mondo è stata anche da stimolo per ripensare in modo ecologico le città - questa proposta ha per noi Green Italia il sapore anacronistico del passato.
Ipotizzare week-end estivi in un periodo dell’anno con i più bassi flussi veicolari è perfettamente inutile dal punto di vista ambientale e non ha riscontri del recupero definitivo dello spazio pubblico da parte dei pedoni.
Alternative ci sono e del resto furono già avviate 8/9 anni fa all’interno di una visione strategica chiara che mirava a rendere Napoli una città contemporanea, alla pari di Copenaghen, Amsterdam, Siviglia e tante altre.
Su questa scia, non c'è nulla di nuovo da proporre ma solo azioni e iniziative già decise però finalmente da concretizzare.
Chiediamo che vengano attuate le più volte annunciate ZTL dei Quartieri Spagnoli, dei Vergini e del Vomero; che vengano riproposte la ZTL Epomeo e la ZTL del mare; che vengano ripristinati i vecchi orari della ZTL di piazza Dante e di via Duomo; che vengano realizzati i Km. di piste ciclabili contenute nel Piano approvato nel 2013; che siano attuate iniziative concrete di bike-sharing e car-sharing.
Insomma, basterebbe rispolverare solo vecchie delibere per combattere smog ed inquinamento.

19.6.20

Green Italia: Una Campania diversa è possibile, più socialmente ed ecologicamente giusta

In questi giorni di esami si sta concludendo la consiliatura regionale e il gruppo campano di Green Italia intende valutare i 5 anni di Governo della Giunta Regionale.
L’operato nel campo dei temi ambientali in questi anni da parte della Giunta regionale, presieduta da De Luca, in pratica è stato pressoché inesistente. Laddove
 si sono operate scelte nel settore, sono state disastrose.
Si veda, ad esempio, le nomine dei presidenti degli enti parco regionali, fatte senza che si tenesse sempre conto delle competenze nel campo della conservazione della natura e/o della tutela del paesaggio dove necessario. Le conseguenze sono state, nel migliore dei casi, lo stallo dei parchi e delle riserve naturali, nei casi peggiori l'abbandono con il conseguente degrado di ambienti naturali e di biodiversità.
Ciò ci rattrista ancora di più se si pensa che è stato operato da enti che, al contrario, hanno il compito di tutelare la natura e non trascurarla. Ma è l’intero operato della Giunta che non si è minimamente ispirato a politiche ecologiste. Dalla mobilità, che nulla ha avuto a che vedere con i concetti di sostenibilità, all’assenza di qualsiasi intervento contro il consumo di suolo che, anzi, è proseguito come se nulla fosse.
Sulla mobilità vale la pena ricordare le promesse fatte in campagna elettorale sull’ammodernamento della rete del trasporto pubblico su rotaia.
E che dire della gestione dei rifiuti? Qualcuno ricorda una iniziativa in questi cinque anni per migliorare la situazione e contrastare le discariche abusive?
Qualcuno ricorda una iniziativa della Giunta per contrastare il fenomeno della cosiddetta “terra dei fuochi”? Addirittura è stata abbandonata a sé stessa una delle realizzazioni più apprezzate in campo europeo di riqualificazione di suoli abbandonati con metodi naturali. Uno dei primi casi in Italia, e che poteva, quindi, anche rappresentare un momento di visibilità politica in positivo, è stato del tutto ignorato e poi abbandonato. Eppure quello della bonifica della “terra dei fuochi” è stata uno degli impegni presi in campagna elettorale.
Qualcuno ricorda interventi della Giunta Regionale per lo sviluppo del settore delle materie prime seconde, per il risparmio energetico, per favorire il fotovoltaico da tetto, per l’incremento e la tutela del verde urbano, per la lotta al cambiamento climatico?
Qualcuno è riuscito a comprendere la politica sui beni culturali, sulla sostenibilità del turismo, sull’agricoltura, sul Fiume Sarno dove c’era da scegliere tra il devastante progetto ereditato dalla precedente giunta e le proposte degli ecologisti?
Qualcuno ha mai sentito pronunciare dal Presidente De Luca parole in merito a questi temi? Eppure la capacità oratoria, lo abbiamo visto con l’emergenza COVID, non manca al nostro Governatore.
A questo punto sorge spontanea un’altra domanda. Perché per contrastare il terribile fenomeno della terra dei fuochi non ha usato la stessa tenacia, la stessa determinazione, lo stesso impegno economico e di uomini che ha utilizzato per contrastare la recente epidemia?
Non sa che l’inquinamento ha ucciso e ucciderà ancora molte più persone dell’epidemia?
In Campania in questi anni si è continuato a perseguire una politica di arretratezza nelle politiche ambientali come se la questione non esistesse. Una politica vecchia, superata dagli eventi. Una politica che, se dovesse proseguire, ci porterà ad un ritardo programmatico, economico, sanitario e ambientale notevole rispetto al resto d’Europa.
Al contrario la Campania che vogliamo deve essere la protagonista attiva del NEW GREEN DEAL se vuole vincere economicamente, socialmente ed ecologicamente. La nostra priorità è contribuire al superamento della attuale e sempre più devastante crisi economica, finanziaria e sociale.
La crescita economica deve puntare sulla green economy e sull’economia circolare: un’economia imperniata sui principi di equità, giustizia, solidarietà. Principio essenziale dovrà essere il rispetto delle persone e dei territori, l’uso etico ed ecologicamente sostenibile dell’ambiente, delle risorse naturali e dei beni comuni.
E' necessario promuovere e finanziare un nuovo turismo di qualità non fatto soltanto di stelle o di rapporto prezzi/servizi, ma anche di rapporti ecologicamente e umanamente corretti per ridurre al minimo gli aspetti negativi degli impatti sociali, culturali e ambientali, tutelare i nostri centri storici dalla gentrificazione e i nostri territori dalla distruzione ecologica in nome di un turismo irrispettoso e di un falso benessere.
Basta con l’economia e finanziamenti a chi produce inquinamento, danni alla salute, disastri climatici, e che contribuisce ad ampliare le diseguaglianze sociali e a far crescere la povertà.
Ci batteremo contro ogni tentativo di appropriazione dei beni comuni sia materiali sia immateriali: dall’acqua al suolo, dal sistema scolastico a quello sanitario.
Riteniamo che la salute dei cittadini sia un bene assoluto da preservare e tutelare, fino ad oggi troppo spesso minacciato da chi inquina e avvelena i nostri territori.
Noi ci saremo, sempre vigili e in prima linea, anche fuori dalle istituzioni perché siamo convinti che una Campania diversa è possibile: più socialmente ed ecologicamente giusta.

17.6.20

Fase finale: la ripresa



Maria Gabriella Camera - architetto e co-portavoce Green Italia Campania



Oggi si presenta un opportunità unica. La sospensione temporanea delle attività antropiche ha consentito di prendere consapevolezza delle influenze devastanti che si ripercuotono sull’ambiente e ci impone la necessità di ripensare a un diverso modo di vivere i nostri territori naturali e urbanizzati.
Non dobbiamo tornare al passato, con tutte le criticità connesse, ma alla luce degli insegnamenti di questa terribile esperienza dobbiamo proiettarci verso una realtà migliore e più sostenibile. In questo momento l’attenzione è focalizzata sulla ripresa socioeconomica.
Sono state messe in campo moltissime risorse. Dobbiamo investire in modo intelligente e nel contempo ripensare a un diverso modello di sviluppo economico e sociale, che sia duraturo e saldo. La crescita economica va orientata nel rispetto dell’ambiente e sulla base di principi di equità, giustizia, solidarietà.
L’attuazione di uno sviluppo armonico del territorio implica, inderogabilmente, l’aggiornamento degli attuali strumenti di pianificazione che nella programmazione a lungo e breve termine dovranno essere improntati ad una maggiore sostenibilità e contenere norme chiare e cogenti.
Imprescindibile è la semplificazione dei procedimenti amministrativi.
In linea con esperienze internazionali dobbiamo sperimentare nuovi strumenti di policy making, per attuare politiche territoriali a breve termine, finalizzati a rendere più snello il rapporto tra politiche nazionali e politiche locali, mediante la costituzione di assetti istituzionali multilivello di tipo innovativo tra stato, regioni, governi locali.
E’ essenziale la promozione di processi di empowerment, grazie ai quali le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscano consapevolezza sui propri comportamenti e partecipino attivamente al cambiamento del proprio ambiente sociale e politico.
La sostenibilità deve diventare la parola chiave della trasformazione urbana e dell’architettura del paesaggio.
In questo scenario la parola benessere assumerà un differente significato: stare bene in salute e vivere in condizioni ottimali nel proprio ambiente.
Il ruolo della città deve assumere un carattere diverso: diventare il luogo di risposta ai nostri bisogni sociali; il luogo in cui si integrano, senza collidere, natura e costruito; il luogo generatore di bellezza,che delinei una estetica sintesi del rapporto dialogico tra cultura, uomo e natura. Il modello di sviluppo urbano non può più essere quello improntato sulla suddivisione in zone territoriali omogenee e settoriali (zoning) ma l’organizzazione di un tessuto misto (mixitè) che consenta il rilancio delle aree periferiche mediante il superamento della contrapposizione con il centro urbano consolidato.
L’avvio di azioni di rigenerazione di spazi degradati e di immobili dismessi consente di decongestionare il centro urbano e consolidare le aree periferiche con integrazione di servizi e infrastrutture. Contestualmente devono seguire azioni finalizzate a riammagliare le aree periurbane rurali con funzione di riequilibrio ecologico e strutturazione di un sistema del verde.
E’ necessaria l’elaborazione di un catasto del patrimonio immobiliare comunale per promuovere azioni di valorizzazione e rigenerazione.
L’efficacia delle azioni e il conseguimento degli obiettivi prefissati può essere garantito tramite modelli basati su partnership tra soggetti pubblici e privati.
La mobilità è sicuramente uno dei temi da affrontare prioritariamente e con maggiore forza: investire su mobilità pubblica e tecnologie digitali, e incentivare mobilità ciclopedonale anche con azioni decise di contenimento e contrasto all’utilizzo dell’auto.
Queste azioni determinano un impatto diretto nell’ambito sociale e una spinta propulsiva dell’economia.

10.6.20

Lorenzo Fioramonti aderisce a Greenitalia L’ex ministro entra nella rete ecologista.



Lorenzo Fioramonti, parlamentare, ex-ministro dell’Istruzione, entra in Green Italia.

Fautore dell’introduzione in Italia, come primo Paese al mondo, dello studio del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile come materia scolastica e autore de “Il mondo dopo il Pil”, Fioramonti trova in Green Italia il giusto laboratorio politico dove promuovere e sostenere una visione di un futuro dimenticato dalla politica italiana ma che resta l’unica alternativa possibile.
“Siamo molto felici che Lorenzo Fioramonti abbia aderito alla nostra rete – dichiarano i due portavoce di Green Italia, Annalisa Corrado e Carmine Maturo – Sia come ministro che come accademico aveva già dimostrato la centralità strategica riservata alle questioni ambientali e siamo certi che, con la forza della squadra di cui fa parte anche la parlamentare ecologista d’eccezione Rossella Muroni, potremo portare avanti quelle idee e quei progetti necessari a costruire un futuro ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibile”
L’associazione, che nell’assemblea dello scorso dicembre ha sancito la sua uscita da schieramenti e formazioni partitici, si rafforza dunque come catalizzatore di tutte quelle istanze ecologiste che, irresponsabilmente non abbastanza valorizzate dalla politica, vogliono e possono dirigere il nostro paese verso un avvenire migliore.
“Green Italia vuole rispondere alle esigenze del paese attraverso proposte lungimiranti e progetti attuabili - hanno concluso gli ecologisti di Green Italia – ma è anche un luogo dove le idee del singolo possono germogliare e diventare una conquista di tutti. È sotto questo principio che voglio dire benvenuto Lorenzo”

30.5.20

Comune di Napoli... Una partecipazione a singhiozzo per le necessarie regole per il verde della città



Documento a cura di Guido Liotti - Green Italia Campania

Ad un passo dalla soluzione, in particolare per il Regolamento del verde urbano, dopo anni di promesse, stimoli, passi indietro, cambi di assessori competenti o meno competenti, sembra che siamo di nuovo punto e a capo.
La gestione del verde pubblico e la progettazione che deve scaturire sui fondi recuperati dalla Città Metropolitana per nuove alberature ed il recupero di molti parchi pubblici non hanno ancora un minimo di cornice regolamentare condivisa con le associazioni che si battono da anni sul tema e che in questi ultimi anni hanno offerto, diremo a questo punto inutilmente, il proprio tempo e le proprie competenze.
La partecipazione, tanto decantata da questa amministrazione comunale, viene sacrificata puntualmente con i contentini dati a qualche "nuova eroina", associazione, comitato o guru del momento, e senza nessuna visione sistematica della tematica.
È il caso di fare il punto sulle ultime vicende che sembravano aver riaperto uno spiraglio dopo anni di mancata attenzione al tema. Ma che, come nel gioco dell’oca, sembra che ci abbiano portato di nuovo al punto di partenza.
Partendo sopratutto dall’azione comunicativa promossa da Green Italia, WWF, Legambiente,  insieme a molti altri soggetti che prese tre anni fa la forma del "Manifesto del verde cittadino", documento offerto anche all’assessore Borriello una volta insediatosi, si era finalmente riaperto un terreno sano di riflessione e operatività. Il Tavolo del Verde, istituito in quell’occasione, doveva portare rapidamente ed una volta per tutte alla tanto auspicata creazione della “Consulta cittadina per il verde pubblico e privatoil tutto per  evitare una volta per tutte gli scempi compiuti in questi anni ed ancora purtroppo in atto.
Il primo passo del tavolo è stato quello di integrare il più possibile le presenze di attori competenti ed impegnati sul tema rispetto al nucleo iniziale del Manifesto.
Il gruppo di lavoro si è articolato su tre sottotemi: Progettazione, Manutenzione/Cura e Partecipazione.
Dopo oltre un anno ed un lungo lavoro di approfondimento in innumerevoli incontri, il Tavolo ha consegnato all’Amministrazione Comunale la bozza del “Regolamento del verde pubblico e privato della città di Napoli", documento anticipato qualche mese prima anche da una bozza di avviso pubblico per la collaborazione alla cura del verde pubblico della città di Napoli, a cura del gruppo di lavoro Partecipazione.
Contestualmente alla consegna si richiedeva l'istituzione della “Consulta del verde” presso il Comune di Napoli e la redazione di una bozza di Piano del Verde della città di Napoli, quale elaborato del futuro PUC.
Va  ricordato in questa sede che l'attuale quadro normativo di riferimento relativo alla tutela e all’implementazione del verde urbano nella città di Napoli, articolato attualmente nelle disposizioni contenute nella variante di salvaguardia al Piano Regolatore Generale e nelle norme di tutela paesaggistica, risente dell’assenza di un RdV, che rappresenta uno strumento necessario per la disciplina globale degli interventi che riguardino la presenza delle specie vegetali nell’area urbana. L’assenza di una progettazione conforme al RdV conduce alla realizzazione di sistemi incoerenti che non permettono una corretta gestione del patrimonio vegetale.
La bozza di RdV prodotta è conforme alla normativa vigente del Piano Regolatore Generale di Napoli e coerente con gli strumenti di pianificazione esistenti quali piani paesistici, aree vincolate dal D.Lgs. 42/2004, parchi nazionali e regionali compresi nel territorio comunale.
Purtroppo un istante dopo la consegna del documento si è assistito all’ennesimo rimpasto di Giunta che ha prodotto in parte nuovamente l’arresto del faticoso processo partecipato del Tavolo.
Con il nuovo assessore competente Felaco comunque è stato attivato qualche incontro del gruppo di lavoro volontario con i soggetti operativi dei sottogruppi citati e un solo incontro con il Tavolo del verde allargato.
A gennaio 2020, in quella sede, stava prevalendo la linea di scorporare alcune premesse al RdV per le linee guida da utilizzare per le progettazioni imminenti (fondi della Città Metropolitana) e una revisione ulteriore del RdV con un diretto coinvolgimento del sevizio competente, per poi rapidamente passare in Commissione comunale competente e poi in Consiglio Comunale.
L’attesa formalizzazione della “Consulta“ dopo un anno o semplicemente uno spazio maggiormente strutturato per la definizione del Piano del verde avevano subito una battuta di arresto.
A distanza di mesi, purtroppo, registriamo una vera e propria latitanza dell’Assessorato e del Servizio competente nei confronti del Tavolo e sugli impegni assunti in precedenza.
Prendendo atto di questa nuova situazione di impasse, Green Italia chiede all'Amministrazione di dare in tempi brevi - anche per dimostrare l'effettiva volontà politica di risolvere le problematiche rispetto alle gravi carenze riscontrate - risposte concrete al fine di evitare ulteriori disastri sul verde urbano, l'ultimo dei quali in ordine di tempo è stato la scriteriata operazione di mutilazioni ad alberi di alto fusto in primavera inoltrata, delineando finalmente una visione strategica moderna e funzionale per il ruolo che riveste oggi il verde urbano nelle aree metropolitane.

27.5.20

Una città per i bambini é una città per tutti

Angela Ansalone - pediatra
Le nostre città e Napoli in particolare sono auto-centriche!
Se vogliamo immaginare una città a misura di bambino dobbiamo scegliere il bambino come parametro di vivibilità. Le strade piene di bambini che escono da soli appartengono a città sostenibili.
Come fare?
Trasporti e mobilità
Ridurre fino ad eliminare le auto circolanti. Se pensiamo alla città del dopoguerra, guardiamo foto dell'epoca, vediamo strade vuote di auto e piene di persone a piedi. Bisogna tornare a quel modello.
Come?
Favorire ed investire nel trasporto pubblico. Rendere i parcheggi nei centri storici fruibili per i residenti. Realizzare parcheggi ai punti cardinali della città per accogliere chi viene da fuori e non può usare il trasporto pubblico.
Investire e migliorare il trasporto regionale ed interregionale. Una città con poche auto, con piste ciclabili, marciapiedi larghi dedicati ai bambini con percorsi colorati e segnaletica adatta alla loro statura possono essere fruibili anche da anziani, da portatori di handicap, donne in dolce attesa. Generare nuove categorie di vigili urbani formati per avere anche una funzione sociale di aiuto/soccorso e di indicazione delle strade per i nuovi pedoni bambini.
Ambiente urbano
Alberare tutte le strade possibili alternando piante a foglia caduca con altre a foglia perenne così da migliorare la qualità dell'aria e del paesaggio urbano, nella acquisita consapevolezza che camminare nel verde migliora con l'ossigenazione tutte le nostre funzioni ed in particolare anche quella immunitaria (vedi esperimento prof.Quing Li, esperto in forest therapy). Dove non è possibile alberare si possono concepire fioriere, prati circoscritti in aiuole, vasi con cespugli tutti utili al ciclo della CO2 e dell'acqua.
Spazi per il gioco concepiti non come il classico giardinetto con giochi preconfezionati perché i bambini concepiscono il gioco come conoscenza, avventura, fantasia e creatività. Quindi riabilitare i cortili dei palazzi e liberare spazi pubblici creando vialetti con ciottoli, con piante, con nidi di uccelli, ponticelli su laghetti, e nella nostra città di mare manutenere spiagge e mare per dare libero sfogo al bisogno di correre, esplorare e sperimentare.
Scuole
Migliorare ed investire in edilizia scolastica e negli spazi ad essa dedicati alberando e creando biodiversità con orti didattici.
Incentivare botteghe artigiane e negozi al dettaglio, non solo perché patrimonio del saper fare e saper tramandare, ma anche perché forieri di esperienza umana e relazionale, nonché stimolo cognitivo per il bambino e nutritivo per l'anziano.
Ospedali
Qui molto è stato fatto e si continua a fare. Reparti colorati, spazi dedicati al gioco, orari flessibili per le visite, genitore accanto al figlio h24, momenti ludici con i clown.
Criticità
Cambiare la visione da adulto-centrica e auto-centrica per porre al centro le fasce di fragilità: bambini, anziani, diversamente abili, donne in gestazione. Non è difficile: richiede volontà, tempo ed utilizzo ottimale delle risorse.

26.5.20

Monte S.Angelo, un altro scempio degli alberi in città


Nella prima metà di maggio l’ampia area alberata del complesso universitario della collina di Monte Sant’Angelo dell’Università Federico II di Napoli è stata pesantemente mutilata da improvvide quanto dannose e inspiegabili potature massicce. Un intervento che ha lasciato la collina in una condizione spettrale con i grandi alberi di alto fusto ridotti a moncherini privi di foglie, e ha sollevato indignazione e sconcerto nella popolazione.
L’intervento non solo non trova alcuna giustificazione ma, soprattutto, è assolutamente fuori legge e fuori qualsiasi criterio agronomico, arboriculturale, ecologico e faunistico e stupisce ancor di più considerando che è stato permesso dalla più grande e prestigiosa università dell’Italia meridionale, alla quale non mancano certo le competenze per capire che tutto ciò nono andava fatto e che, si ritiene, non siano state minimamente consultate.
Qualsiasi docente di scienze forestali, di scienze agrarie e di botanica, ma perfino l’uomo della strada, sa bene che in primavera gli alberi sono impegnati nel rigonfiamento delle gemme, nella schiusa delle foglie e dei fiori, nell’ingrossamento di rami e rametti. Tutte attività che esigono un apporto energetico enorme, e mettono in moto un potentissimo e complessissimo laboratorio chimico. Manomettere un albero in questo periodo significa disorientare completamente la pianta, interrompendone il flusso di messaggi chimici e ormonali destinati a regolare l’intensa attività biochimica.
E quando si parla di potatura, 6 o 7 centimetri rappresentano il diametro di taglio massimo fino al quale ci si può spingere. Oltre queste misure crolla qualunque capacità di reazione efficace dell’albero. Tagli di diametro maggiore di questi devono costituire un’eccezione assolutamente straordinaria, e devono essere più che ben motivati. Più un esemplare è vecchio, minore sarà la sua capacità di sopportare deprivazioni di fogliame. Un’asportazione del 5% potrebbe già significare un limite invalicabile. Su un esemplare giovane possiamo tollerare valori superiori, spingendoci anche al 20 o 25% del volume complessivo.
Una potatura troppo severa su un vecchio esemplare o su un esemplare fortemente deperito, potrebbe innescare un rapido decadimento, e si potrebbe assistere al veloce disseccamento di tutta la pianta nei pochi anni successivi. Spesso mettendo a rischio la sua crescita e soprattutto la sua stabilita e quindi conseguente sicurezza pubblica.
L’intervento inoltre presenta forti elementi di illegalità.
L'art. 21, comma 1, punto O della legge 157 del 1992 fa divieto di prelevare e uccidere i nidiacei, cosa che avviene con la potatura in questo periodo. Ebbene le alberature di Monte Sant’Angelo in questo periodo ospitavano decine e decine di nidificazioni in atto di 12 – 15 specie di uccelli selvatici.
L’art.5 della direttiva 2009/92 sulla protezione della fauna selvatica riporta il divieto di disturbo durante il periodo di riproduzione quando ciò abbia conseguenze significative in considerazione degli obiettivi della presente direttiva.
In più la potatura va a intervenire in maniera opposta a quanto definito il 10 marzo 2020 dal decreto del Ministero dell’Ambiente “Criteri ambientali minimi per il servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde“ pubblicato nel n.90 della Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2020. Al cui paragrafo C, si spiega che “per garantire l’approccio strategico di medio-lungo periodo, è essenziale che le stazioni appaltanti, in particolare le amministrazioni comunali, siano in possesso e applichino concretamente strumenti di gestione del verde pubblico come il censimento del verde, il piano del verde, il regolamento del verde pubblico e il bilancio arboreo che rappresentano la base per una corretta gestione sostenibile del verde urbano”. Sempre nel paragrafo C si specifica che vanno evitati interventi sul territorio “qualitativamente scarsi e persino dannosi che compromettono lo stato di salute delle piante con conseguente aggravio di costi per la comunità”.
Gli ecologisti di  Green Italia della Campania condannano questo operato e hanno sollecitato un'interrogazione parlamentare presentata dall'ecologista Rossella Muroni  per far chiarezza sulle motivazioni che hanno portato a tale scempio, auspicando che anche il Senato accademico della Federico II prenda iniziative ed avvi un indagine interna al fine di risalire a motivazioni e responsabilità.

25.5.20

BONUS BICI: Istruzioni per l’uso

Maria Gabriella Camera - architetto
co-portavoce di Green Italia Campania



Tra le misure inserite nel Decreto Rilancio per incentivare la mobilità sostenibile, all’art.229 segnaliamo il buono mobilità per l’acquisto di biciclette (nuove o usate), sia tradizionali sia a pedalata assistita, nonché handbike nuove o usate, veicoli nuovi o usati per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, di cui all’articolo 33bis del DL 162/2019, convertito con modificazioni dalla legge 8/2020 (es. monopattini, hoverboard, segway) e servizi di mobilità condivisa a uso individuale, esclusi quelli mediante autovetture.

La scelta del legislatore di inserire questa misura rappresenta la presa d’atto della necessità di promuovere un cambiamento nel sistema di mobilità. L’uso della bicicletta diventa oggi più che mai l’alternativa possibile e necessaria all’utilizzo dell’auto. La tragica esperienza vissuta ci ha insegnato che è indispensabile mettere in campo tutte le misure per ridurre l’inquinamento e contestualmente promuovere una mobilità che tuteli la salute delle persone favorendone anche l’esercizio fisico. Parlano da sole le immagini delle strade sommerse dalle auto che in questi giorni di FASE 2 vediamo nei social. Inquinamento, stress, caos sono da lasciare alle spalle ma dobbiamo puntare verso la proposizione di una mobilità più “intelligente”. Il bonus mobilità è un ottima occasione per incentivare la mobilità ciclabile.
Il buono può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Si tratta di un contributo pari al 60% della spesa sostenuta e comunque non superiore a 500 euro. Si può utilizzare a partire dal 4 maggio e fino al 31 dicembre 2020. Possono usufruire del buono mobilità per l’anno 2020 i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti). Le Città metropolitane sono 14: Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Messina, Milano, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma Capitale, Torino, Venezia.
Il buono può essere fruito utilizzando una specifica applicazione web che è in via di predisposizione e che sarà accessibile, anche dal sito istituzionale del ministero dell'Ambiente, entro sessanta giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto interministeriale attuativo del Programma buono mobilità. Per accedere all'applicazione è necessario disporre delle credenziali SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). L’agevolazione ha carattere di retroattività a partire dal 4 maggio 2020. Nella Fase 1 (dal 4 maggio 2020 fino al giorno di inizio operatività dell'applicazione web) è previsto il rimborso al beneficiario. All’atto dell’acquisto si paga l’intera cifra e successivamente si chiede il rimborso mediante l'applicazione web allegando il documento giustificativo di spesa (fattura e non scontrino).
Nella Fase 2, che partirà dal giorno di inizio operatività dell'applicazione web, è previsto lo sconto diretto da parte del negoziante che si ottiene con la presentazione di un buono di spesa digitale che i beneficiari potranno generare sull’applicazione web.

Chiarimenti e dettagli sono disponibili sul sito del Ministero dell’Ambiente a questo link: https://www.minambiente.it/bonus-mobilita


24 organizzazioni e 20 Guide turistiche scrivono a De Luca: Ripartiamo con il turismo sostenibile - Visite all'aperto, itinerari didattici, walking tour, ciclopasseggiate.




Questa mattina 24 organizzazioni e 20 guide turistiche hanno inviato una lettera al Governatore della Campania Vincenzo De Luca per richiedere un incontro al fine di garantire la ripartenza di visite all'aperto, itinerari didattici, walking tour, ciclopasseggiate e ripartire con una pianificazione turistica sostenibile a cominciare dalla conoscenza del territorio da parte dei cittadini Campani.Anche prima della Pandemia, scrivono gli addetti ai lavori nella nota inviata al Governatore, molte associazioni culturali ed ecologiste, guide turistiche e naturalistiche abilitate, agenzie di servizi turistici proponevano un’offerta diversa, destagionalizzando e delocalizzando i flussi turistici verso aree meno visitate, ma ugualmente di grande interesse storico, naturalistico e antropologico.
Oggi “Il turismo risulta essere, in assoluto, tra i settori più colpiti dalla crisi economica legata alla pandemia di Coronavirus ed il settore dell’incoming tarderà probabilmente diversi mesi a riprendersi. Ciononostante, l’accresciuta sensibilità del cittadino campano che sempre di più vuole conoscere il proprio territorio, può rappresentare il primo sbocco per una ripartenza che sia sostenibile e responsabile e proporre nuove sfide educando e coinvolgendo i residenti nella pianificazione turistica del territorio.”
Si è discusso a lungo, - continuano i sottoscrittori della missiva - sia a livello nazionale che locale della ripartenza di attività economiche di vario genere, ad oggi mancano, a livello regionale, chiare linee guida che permettano la programmazione delle attività per tutta una serie di attori (guide turistiche, guide naturalistiche, associazioni, animatori territoriali etc.).”
Visite guidate all'aria aperta, itinerari didattici, walking tour lontani dai percorsi tradizionali e più battuti, ecoturismo e cicloturismo possono, secondo i firmatari, ripartire nell'immediato dando ossigeno economico al settore e senza necessitare di particolari accorgimenti che vadano al di là dell'ovvio distanziamento sociale, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, uso di radioguide sanificate, etc.


Carmine Maturo | portavoce nazionale Green Italia
Germana Falibretti | Manager culturale Heart of the City
Valerio Russo | Amministratore K’ Nature

Marianna D'Orsi Pisani
Vice Console regionale per la Campania del Touring Club Italiano

Paola Silvi
Presidente Legambiente Parco Letterario Vesuvio

Ornella Capezzuto
Presidente WWF Napoli

Pamela Palomba
Presidente Associazione Culturale Locus Iste LUOGHI e MEMORIA

Antonio Daniele
Coordinatore FIAB Campania

Gabriella Guida
Presidente Associazione culturale Napoletana beni culturali

Luigi Saccenti
Viaggi e Miraggi

Mariangela Baldoni
Presidente Associazione culturale Napoli tour in canto

Associazione Oltre il Chiostro onlus

Giuseppe Maienza
Casa Tolentino

Guido Liotti
Presidente Associazione culturale Lo Sguardo che Trasforma

Erika Quercia
Presidente Associazione culturale Nartea

Valeria Cacciapuoti
Presidente Associazione culturale Le Capere

Assunta Stracchino
Presidente Associazione culturale Medea Art

Rossella Florentino Loredana Papandrea
Associazione Palazzo D'Avalos

Caterina De Vivo
Associazione Culturale Progetto Museo e CSI Gaiola

Rosanna Palazzolo
Presidente Associazione Arte per Amore

Daniela Giordano
Presidente Associazione Napoli da Cima a Fondo

Angela Giuliano
Presidente Associazione di promozione sociale Art for cuozzis

Antonella Pisano
Presidente Associazione culturale ArteMiss – a caccia di capolavori

Giusy Perrotta
Portavoce Associazione Nesea

Guide turistiche Regione Campania:
Lucia Franco; Luisa Fucito; Anna Principe; Giovanna Ferrandino; Manuela Orlanzo; Dina Viscardi; Francesca Sepe; Doriana De Martino; Erika Chiappinelli; Giusy Florenzia Bortone; Gabriella Sansone; Mariachiara Giovenca; Fabio Comella; Matteo Borriello; Alessandra Nuzzi; Maria Cristina Napolitano; Pasquale De Candia

Guide turistiche nazionali:
Francesca Licata; Daria D’Angelo; Rita Laurenzano; Marcella Cozzolino

22.5.20

Cittadinanza e Costituzione dopo il Covid 19 Il mondo della scuola è in subbuglio.

Olimpia De Simone - docente
componente del direttivo di Green Italia Campania

Docenti e discenti, destinati tra giugno e luglio ad affrontarsi per gli esami di Stato - arcaicamente detti “di maturità”- rifiutano l’ipotesi di espletare quest’obbligo in presenza. Decine le petizioni partite per chiedere sicurezza e ieri, giovedì 21 maggio, gli studenti dell’ultimo anno non si sono presentati alle lezioni della didattica a distanza: hanno scioperato. Numerose le obiezioni presentate da tutti gli attori di questo esame, che non si sentono tutelati dalle scelte ancora informi dettate dal MIUR. Nell’incertezza in cui è sprofondata la nostra società in seguito alla pandemia di Covid-19, troppe categorie si sentono zittite ed emarginate. Tra queste un’intera generazione di adolescenti che, dopo due mesi e mezzo di segregazione, si affaccia al futuro con l’unica certezza che il contesto adulto in cui sta entrando deve completamente reinventarsi e difficilmente potrà fornire delle guide chiare. L’incapacità di guidare, dimostrata dal mondo degli adulti già con le mancate risposte al movimento “Friday for future”, si conferma oggi con una grave carenza di coinvolgimento, delle parti direttamente interessante, in un dialogo indirizzato a scoprire ed affrontare, tutti insieme, le minacce e le opportunità offerte dalla singolare occasione, che la sorte ci sta offrendo, di ricostruire la quotidianità. Da circa due anni giovani e adolescenti hanno capito che il mondo degli adulti, quello che dovrebbe tutelarli garantendo loro il futuro, lavora per distruggere l’Umanità, ignorando il grido che il Pianeta B non esiste. Coloro che ricoprono ruoli di responsabilità continuano a perpetrare gli stessi errori, trasformando la vita sulla Terra in una bomba ad orologeria, anche dopo che il “lockdown” ha mostrato con grande evidenza la strada da intraprendere, con tempestività e decisione, per disinnescare l’ordigno. In questo quadro paradossale il MIUR, anziché coinvolgere e stimolare ragionamenti su modalità innovative utili ad affrontare l’immediato futuro e i giorni a venire, impegna i docenti in un crescendo di espletamenti burocratici fuori dalla realtà.
Nel 2020 l’Italia democratica dovrebbe mettere in atto il principio di sussidiarietà dettato dall’art. 118 della Costituzione, invece...


16.5.20

Parcheggi Gratuiti No Grazie


Desta preoccupazione la dichiarazione del Presidente della Commissione Comunale, Nino Simeone sul portale social CampaniaLike, che anticipa un possibile provvedimento dell'Amministrazione Comunale di rendere gratuiti i parcheggi a pagamento. Questa scelta si trova in netta controtendenza con gli incentivi del Governo che tendono a promuovere una mobilità dolce e sostenibile nelle grandi città e con gli studi in corso che stanno considerando la possibilità che le polveri sottili siano facilitatori del contagio. La conseguenza di agevolare il parcheggio rendendolo gratuito sarà la causa di un incremento esponenziale del traffico, una continua congestione che bloccherà anche il trasporto pubblico con il conseguente innalzamento dei livelli di inquinamento atmosferico ed acustico Siamo convinti che non è questa la strada, Non lo dicono solo gli ambientalisti, lo dice l'Europa Intera. Proporre soluzioni così arretrate, in particolar modo in questo periodo, per favorire gli spostamenti con l’auto, vuol dire non avere una visione di futuro della città.
Chiediamo all'Amministrazione Comunale di ponderare con saggezza e lungimiranza la scelta.

29.4.20

Fase 2: Ripartiamo col Piede Giusto


Ripartiamo col piede giusto, difendere l'ambiente vuol dire tutelare la salute di tutti:
Si riparte ma Ripartiamo col piede giusto.

Una campagna e un appello lanciata da Green Italia Campania per affrontare con una nuova visione la crisi sanitaria, economica ed ecologica.

“Possiamo ripartire col piede giusto se ci occupiamo anche della questione climatica, con un Green New Deal Regionale, che significa anche occuparsi di salute e sicurezza del territorio, di ricerca e innovazione, di lavoro ed economia. – dichiara Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia – Dobbiamo occuparci di riorganizzare la nostra società e di ripensare le nostre città, magari organizzate in strutture policentriche per evitare gli spostamenti, con scuole all’aperto, smart working organizzati, con una sanità preventiva e vicina ai cittadini.
Soprattutto – continua Maturo – dobbiamo mettere in sicurezza la mobilità pubblica e incentivare quella leggera, pedonale – con percorsi protetti e messi insicurezza come le scale di Napoli – e ciclistica aumentando le piste ciclabili.”

Bisogna Ripartire col piede giusto e smettere di finanziare imprese e aziende che inquinano, è necessario invece garantire incentivi a chi intende riconvertire ecologicamente la propria attività.

Valorizzare l’agricoltura biologica, le aziende che innescano sistemi di economia circolare, quelle che usano o producono energia pulita, quelle che promuovono un turismo sostenibile per il territorio e giusto per i residenti.

“Con questo spirito e queste riflessioni, – conclude Maturo – GreenItalia Campania partecipa al dibattito in corso con un appello alle istituzioni e ai cittadini e con la convinzione che difendendo l’ambiente si tutela anche la salute di tutti.”

Ripartiamo col piede giusto è un appello accompagnato da una campagna di video messaggi che saranno pubblicati ogni giorno sulla pagina facebook di Greenitalia Campania.

Hanno già garantito la loro testimonianza con i video messaggi l’attore Patrizio Rispo, la cantante Daniela Fiorentino, l’ecomusicista Maurizio Capone, la cantautrice Giovanna Panza, l’attrice Cinzia Mirabella, l’educatore ecologista Guido Liotti, la danzatrice Ambra Marcozzi, l’attore Sergio Longobarti, l’artista Dolores Melodia, l’attrice Tiziana T’irrito, la regista Cristiana Liguori e tanti altri.

Sottoscrivi anche tu l'appello sulla piattaforma change.org http://chng.it/rtkZvH8S9m

il video messaggio di Carmine Maturo che lancia l’appello https://youtu.be/llDaOlQVlLY

Le testimonianze di sostegno alla nostra campagna "Ripartiamo col piede Giusto"


 Ripartiamo col Piede Giusto i videomessaggi sul nostro Canale Youtube.


 

24.4.20

Ci ha lasciato Aldo Masullo

"La scomparsa di Aldo Masullo ci riempe di dolore. Ricordiamo Masullo quando nel 1992 fece il tentativo di dare vita ad «una “giunta del sindaco” con il compito di portare il Comune a nuove elezioni da svolgersi dopo otto-nove mesi, secondo la nuova legge elettorale. Fu uno dei momenti di vera democrazia e partecipazione che mai fino a quel momento si era vissuto a Napoli. Purtroppo il tentativo fallì. Masullo continuò ad essere un riferimento culturale e politico, non solo per Napoli e il Sud; ci mancheranno la sua gentilezza, la sua cultura, la sua disponibilità e le sue lucide visioni". Lo ha dichiarato Carmine Maturo co-portavoce di Green Italia Campania

22.4.20

Earth Day: Green Italia, il mondo non aspetta, i 5 pilastri per rialzare l’economia

Oggi festeggiamo la Terra. Le proposte per salvare il Pianeta, dallo smart Working all’efficienza energetica, fino all’End of Waste
 
Roma, 22 aprile 2020. Il 50° Earth Day, segnato dalla quarantena, ci ricorda che il vecchio modello economico ha fallito e che esistono strategie mature per rialzare l’economia garantendo un futuro vivibile.

“Dobbiamo rialzare il paese e occuparci della questione climatica che significa anche occuparsi di salute e sicurezza, di ricerca e innovazione, di lavoro ed economia. – lo dichiarano Annalisa Corrado e Carmine Maturo portavoce di GreenItalia– Dalla conversione ecologica all’adozione di un modello di sviluppo rispettoso dell’ambiente si può creare una nuova economia e nuovi posti di lavoro stabili e sostenibili. Ma certo la transizione ha bisogno di adeguate politiche industriali, non solo parole. Per affrontare la crisi climatica abbiamo bisogno di coraggio e radicalità, a partire dallo stop ai 19 miliardi di sussidi alle economie fossili e estrattive”.
Queste le cinque proposte salva-Paese che si possono realizzare già da subito.

Durante questi mesi di lockdown l’Italia e il mondo hanno dimostrato che la tecnologia è matura per permettere di lavorare senza intasare le strade, migliorando la produttività degli impiegati. Come da più parti si dichiara, bisogna prendere il buono da quanto sta accadendo e trasformare lo smart working in modus operandi, migliorando la vita dei cittadini.
Per recuperare i piccoli esercenti, falcidiati dalla quarantena e dall’avvento dell’e-commerce, l’unica soluzione è riconsegnare la città ai cittadini mettendo in sicurezza il trasporto pubblico e stimolando la mobilità leggera, anche in sharing. Biciclette, e-bike e monopattini elettrici, oltre che alleggerire il traffico, permettono maggiore visibilità ai commercianti e uno sprone per i cittadini all’utilizzo di servizi.
Garantire al polmone economico del paese le fondamenta per ripartire. Alle piccole e medie imprese che hanno investito o vorranno investire nell’autoconsumo di energia elettrica devono essere riconosciute tariffe di ritiro dell’energia elettrica eque e convenienti. Oltre a supportare le PMI italiane, per garantire al Paese la sicurezza energetica.
La tanto citata edilizia ha tutte le potenzialità per riprendere a correre sfruttando la vera esigenza del paese: l’efficientamento energetico e la riqualificazione degli edifici. L’efficienza energetica deve diventare l’arma per garantire al mercato ormai saturo dell’edilizia, un nuovo futuro; serve però un quadro normativo stabile e coerente.
Inoltre l’attesa legiferazione su “end of waste” (che paralizza una parte delle aziende del Paese da anni, bloccando l’economia circolare) permetterà il recupero delle risorse, per poter ridurre le spese e aumentare la competitività delle aziende.
“Con questo spirito e queste soluzioni, – concludono Corrado e Maturo – GreenItalia partecipa ai festeggiamenti per l’Earth Day, chiedendo a tutti di festeggiare il pianeta difendendolo”

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