lunedì 29 giugno 2020

L'Onda Verde Francese arriverà a Napoli


Una lungimirante alleanza di forze d’ispirazione democratica porta l’Ecologia al governo di grandi città della Francia.
Questa la strada per garantire un futuro agli esseri umani sul nostro Pianeta.
Anche a Napoli si lavora nella stessa direzione affinchè le istanze ecologiste europee abbiano voce in sintonia con le vere competenze ecologiste.
Questa la strada che Green Italia Campania sta battendo per il futuro di Napoli, Capitale del Mezzogiorno ecologista, e per tutti i Comuni in cui la cittadinanza è pronta per intraprendere il cambiamento necessario a guardare al futuro dell’Umanità.
Perchè siamo convinti che i cambiamenti climatici e la crisi ambientale e sociale si combattono a partire dai comuni.
Lo hannodichiarato o co.portavoce di Green Italia Campania Gabriella Camera e Carmine Maturo.

venerdì 26 giugno 2020

Domeniche "ecologiche": no, grazie

Abbiamo letto su alcuni organi di stampa la notizia di una proposta di tre domeniche cosiddette "ecologiche" al mese per il periodo estivo. Questa ipotesi ci deve far riflettere se si va verso una città e una mobilità sostenibile e veramente ecologica oppure si rimane impantanati in una visione autocentrica della città.
In una fase così critica come quella attuale - che in gran parte del mondo è stata anche da stimolo per ripensare in modo ecologico le città - questa proposta ha per noi Green Italia il sapore anacronistico del passato.
Ipotizzare week-end estivi in un periodo dell’anno con i più bassi flussi veicolari è perfettamente inutile dal punto di vista ambientale e non ha riscontri del recupero definitivo dello spazio pubblico da parte dei pedoni.
Alternative ci sono e del resto furono già avviate 8/9 anni fa all’interno di una visione strategica chiara che mirava a rendere Napoli una città contemporanea, alla pari di Copenaghen, Amsterdam, Siviglia e tante altre.
Su questa scia, non c'è nulla di nuovo da proporre ma solo azioni e iniziative già decise però finalmente da concretizzare.
Chiediamo che vengano attuate le più volte annunciate ZTL dei Quartieri Spagnoli, dei Vergini e del Vomero; che vengano riproposte la ZTL Epomeo e la ZTL del mare; che vengano ripristinati i vecchi orari della ZTL di piazza Dante e di via Duomo; che vengano realizzati i Km. di piste ciclabili contenute nel Piano approvato nel 2013; che siano attuate iniziative concrete di bike-sharing e car-sharing.
Insomma, basterebbe rispolverare solo vecchie delibere per combattere smog ed inquinamento.

venerdì 19 giugno 2020

Green Italia: Una Campania diversa è possibile, più socialmente ed ecologicamente giusta

In questi giorni di esami si sta concludendo la consiliatura regionale e il gruppo campano di Green Italia intende valutare i 5 anni di Governo della Giunta Regionale.
L’operato nel campo dei temi ambientali in questi anni da parte della Giunta regionale, presieduta da De Luca, in pratica è stato pressoché inesistente. Laddove
 si sono operate scelte nel settore, sono state disastrose.
Si veda, ad esempio, le nomine dei presidenti degli enti parco regionali, fatte senza che si tenesse sempre conto delle competenze nel campo della conservazione della natura e/o della tutela del paesaggio dove necessario. Le conseguenze sono state, nel migliore dei casi, lo stallo dei parchi e delle riserve naturali, nei casi peggiori l'abbandono con il conseguente degrado di ambienti naturali e di biodiversità.
Ciò ci rattrista ancora di più se si pensa che è stato operato da enti che, al contrario, hanno il compito di tutelare la natura e non trascurarla. Ma è l’intero operato della Giunta che non si è minimamente ispirato a politiche ecologiste. Dalla mobilità, che nulla ha avuto a che vedere con i concetti di sostenibilità, all’assenza di qualsiasi intervento contro il consumo di suolo che, anzi, è proseguito come se nulla fosse.
Sulla mobilità vale la pena ricordare le promesse fatte in campagna elettorale sull’ammodernamento della rete del trasporto pubblico su rotaia.
E che dire della gestione dei rifiuti? Qualcuno ricorda una iniziativa in questi cinque anni per migliorare la situazione e contrastare le discariche abusive?
Qualcuno ricorda una iniziativa della Giunta per contrastare il fenomeno della cosiddetta “terra dei fuochi”? Addirittura è stata abbandonata a sé stessa una delle realizzazioni più apprezzate in campo europeo di riqualificazione di suoli abbandonati con metodi naturali. Uno dei primi casi in Italia, e che poteva, quindi, anche rappresentare un momento di visibilità politica in positivo, è stato del tutto ignorato e poi abbandonato. Eppure quello della bonifica della “terra dei fuochi” è stata uno degli impegni presi in campagna elettorale.
Qualcuno ricorda interventi della Giunta Regionale per lo sviluppo del settore delle materie prime seconde, per il risparmio energetico, per favorire il fotovoltaico da tetto, per l’incremento e la tutela del verde urbano, per la lotta al cambiamento climatico?
Qualcuno è riuscito a comprendere la politica sui beni culturali, sulla sostenibilità del turismo, sull’agricoltura, sul Fiume Sarno dove c’era da scegliere tra il devastante progetto ereditato dalla precedente giunta e le proposte degli ecologisti?
Qualcuno ha mai sentito pronunciare dal Presidente De Luca parole in merito a questi temi? Eppure la capacità oratoria, lo abbiamo visto con l’emergenza COVID, non manca al nostro Governatore.
A questo punto sorge spontanea un’altra domanda. Perché per contrastare il terribile fenomeno della terra dei fuochi non ha usato la stessa tenacia, la stessa determinazione, lo stesso impegno economico e di uomini che ha utilizzato per contrastare la recente epidemia?
Non sa che l’inquinamento ha ucciso e ucciderà ancora molte più persone dell’epidemia?
In Campania in questi anni si è continuato a perseguire una politica di arretratezza nelle politiche ambientali come se la questione non esistesse. Una politica vecchia, superata dagli eventi. Una politica che, se dovesse proseguire, ci porterà ad un ritardo programmatico, economico, sanitario e ambientale notevole rispetto al resto d’Europa.
Al contrario la Campania che vogliamo deve essere la protagonista attiva del NEW GREEN DEAL se vuole vincere economicamente, socialmente ed ecologicamente. La nostra priorità è contribuire al superamento della attuale e sempre più devastante crisi economica, finanziaria e sociale.
La crescita economica deve puntare sulla green economy e sull’economia circolare: un’economia imperniata sui principi di equità, giustizia, solidarietà. Principio essenziale dovrà essere il rispetto delle persone e dei territori, l’uso etico ed ecologicamente sostenibile dell’ambiente, delle risorse naturali e dei beni comuni.
E' necessario promuovere e finanziare un nuovo turismo di qualità non fatto soltanto di stelle o di rapporto prezzi/servizi, ma anche di rapporti ecologicamente e umanamente corretti per ridurre al minimo gli aspetti negativi degli impatti sociali, culturali e ambientali, tutelare i nostri centri storici dalla gentrificazione e i nostri territori dalla distruzione ecologica in nome di un turismo irrispettoso e di un falso benessere.
Basta con l’economia e finanziamenti a chi produce inquinamento, danni alla salute, disastri climatici, e che contribuisce ad ampliare le diseguaglianze sociali e a far crescere la povertà.
Ci batteremo contro ogni tentativo di appropriazione dei beni comuni sia materiali sia immateriali: dall’acqua al suolo, dal sistema scolastico a quello sanitario.
Riteniamo che la salute dei cittadini sia un bene assoluto da preservare e tutelare, fino ad oggi troppo spesso minacciato da chi inquina e avvelena i nostri territori.
Noi ci saremo, sempre vigili e in prima linea, anche fuori dalle istituzioni perché siamo convinti che una Campania diversa è possibile: più socialmente ed ecologicamente giusta.

mercoledì 17 giugno 2020

Fase finale: la ripresa



Maria Gabriella Camera - architetto e co-portavoce Green Italia Campania



Oggi si presenta un opportunità unica. La sospensione temporanea delle attività antropiche ha consentito di prendere consapevolezza delle influenze devastanti che si ripercuotono sull’ambiente e ci impone la necessità di ripensare a un diverso modo di vivere i nostri territori naturali e urbanizzati.
Non dobbiamo tornare al passato, con tutte le criticità connesse, ma alla luce degli insegnamenti di questa terribile esperienza dobbiamo proiettarci verso una realtà migliore e più sostenibile. In questo momento l’attenzione è focalizzata sulla ripresa socioeconomica.
Sono state messe in campo moltissime risorse. Dobbiamo investire in modo intelligente e nel contempo ripensare a un diverso modello di sviluppo economico e sociale, che sia duraturo e saldo. La crescita economica va orientata nel rispetto dell’ambiente e sulla base di principi di equità, giustizia, solidarietà.
L’attuazione di uno sviluppo armonico del territorio implica, inderogabilmente, l’aggiornamento degli attuali strumenti di pianificazione che nella programmazione a lungo e breve termine dovranno essere improntati ad una maggiore sostenibilità e contenere norme chiare e cogenti.
Imprescindibile è la semplificazione dei procedimenti amministrativi.
In linea con esperienze internazionali dobbiamo sperimentare nuovi strumenti di policy making, per attuare politiche territoriali a breve termine, finalizzati a rendere più snello il rapporto tra politiche nazionali e politiche locali, mediante la costituzione di assetti istituzionali multilivello di tipo innovativo tra stato, regioni, governi locali.
E’ essenziale la promozione di processi di empowerment, grazie ai quali le persone, le organizzazioni e le comunità acquisiscano consapevolezza sui propri comportamenti e partecipino attivamente al cambiamento del proprio ambiente sociale e politico.
La sostenibilità deve diventare la parola chiave della trasformazione urbana e dell’architettura del paesaggio.
In questo scenario la parola benessere assumerà un differente significato: stare bene in salute e vivere in condizioni ottimali nel proprio ambiente.
Il ruolo della città deve assumere un carattere diverso: diventare il luogo di risposta ai nostri bisogni sociali; il luogo in cui si integrano, senza collidere, natura e costruito; il luogo generatore di bellezza,che delinei una estetica sintesi del rapporto dialogico tra cultura, uomo e natura. Il modello di sviluppo urbano non può più essere quello improntato sulla suddivisione in zone territoriali omogenee e settoriali (zoning) ma l’organizzazione di un tessuto misto (mixitè) che consenta il rilancio delle aree periferiche mediante il superamento della contrapposizione con il centro urbano consolidato.
L’avvio di azioni di rigenerazione di spazi degradati e di immobili dismessi consente di decongestionare il centro urbano e consolidare le aree periferiche con integrazione di servizi e infrastrutture. Contestualmente devono seguire azioni finalizzate a riammagliare le aree periurbane rurali con funzione di riequilibrio ecologico e strutturazione di un sistema del verde.
E’ necessaria l’elaborazione di un catasto del patrimonio immobiliare comunale per promuovere azioni di valorizzazione e rigenerazione.
L’efficacia delle azioni e il conseguimento degli obiettivi prefissati può essere garantito tramite modelli basati su partnership tra soggetti pubblici e privati.
La mobilità è sicuramente uno dei temi da affrontare prioritariamente e con maggiore forza: investire su mobilità pubblica e tecnologie digitali, e incentivare mobilità ciclopedonale anche con azioni decise di contenimento e contrasto all’utilizzo dell’auto.
Queste azioni determinano un impatto diretto nell’ambito sociale e una spinta propulsiva dell’economia.

mercoledì 10 giugno 2020

Lorenzo Fioramonti aderisce a Greenitalia L’ex ministro entra nella rete ecologista.



Lorenzo Fioramonti, parlamentare, ex-ministro dell’Istruzione, entra in Green Italia.

Fautore dell’introduzione in Italia, come primo Paese al mondo, dello studio del cambiamento climatico e dello sviluppo sostenibile come materia scolastica e autore de “Il mondo dopo il Pil”, Fioramonti trova in Green Italia il giusto laboratorio politico dove promuovere e sostenere una visione di un futuro dimenticato dalla politica italiana ma che resta l’unica alternativa possibile.
“Siamo molto felici che Lorenzo Fioramonti abbia aderito alla nostra rete – dichiarano i due portavoce di Green Italia, Annalisa Corrado e Carmine Maturo – Sia come ministro che come accademico aveva già dimostrato la centralità strategica riservata alle questioni ambientali e siamo certi che, con la forza della squadra di cui fa parte anche la parlamentare ecologista d’eccezione Rossella Muroni, potremo portare avanti quelle idee e quei progetti necessari a costruire un futuro ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibile”
L’associazione, che nell’assemblea dello scorso dicembre ha sancito la sua uscita da schieramenti e formazioni partitici, si rafforza dunque come catalizzatore di tutte quelle istanze ecologiste che, irresponsabilmente non abbastanza valorizzate dalla politica, vogliono e possono dirigere il nostro paese verso un avvenire migliore.
“Green Italia vuole rispondere alle esigenze del paese attraverso proposte lungimiranti e progetti attuabili - hanno concluso gli ecologisti di Green Italia – ma è anche un luogo dove le idee del singolo possono germogliare e diventare una conquista di tutti. È sotto questo principio che voglio dire benvenuto Lorenzo”